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Ora che avevo chiaro in mente cosa volevo creare, la prima cosa che feci fu — ovviamente — cercare sul web se qualcosa di simile esistesse già.

Iniziai la ricerca passando in rassegna motori di ricerca, piattaforme di intelligenza artificiale e app store, convinto che da qualche parte qualcuno avesse già avuto un’idea simile.

In effetti, qualcosa c’era: app che permettevano di fare domande locali e ricevere risposte, altre dedicate a lasciare commenti o segnalazioni geolocalizzate — per non parlare dei noti social media!
Ma nessuna riusciva a unire davvero le due cose in un’unica esperienza semplice e coerente.

E soprattutto, nessuna era pensata per categorie diverse di utenti.
Io invece immaginavo un sistema dove un camperista potesse ricevere risposte da altri camperisti, un turista da altri turisti — e via così, per diverse nicchie di utenti accomunati dalla stessa passione.
Non un grande contenitore di domande e risposte tra persone con interessi e competenze completamente diverse.

A quel punto mi fu chiaro che, se volevo qualcosa di così specifico, l’unica strada era costruirla da zero.

Bene, ora che sapevo che l’app andava creata, la domanda era: da dove parto?
Cosa mi serve? Da che parte si comincia?

Ovviamente la mia esperienza di programmazione si fermava a qualche riga di codice su Arduino — utile per accendere un LED, ma non di certo per creare un’app 😅

Così ho iniziato a cercare informazioni, ed è qui che l’intelligenza artificiale mi ha davvero dato una mano.

Apro una breve parentesi su questo tema, perché secondo me merita:
non credo che, almeno per ora, le IA siano in grado di inventare qualcosa di veramente nuovo.
Ma se tu l’idea ce l’hai, possono insegnarti come provare a realizzarla.

E questo, secondo me, è già straordinario:
che anche una persona senza alcuna esperienza possa, grazie all’IA, avere a disposizione strumenti che la aiutino a orientarsi, a capire da dove partire e a sciogliere (quasi) tutti i dubbi che ha in testa.

Nel mio caso, non ho certo usato l’IA per creare un prototipo di AskMapper, ma per reperire informazioni, studiare, confrontare soluzioni e farmi un’idea chiara dei passaggi necessari per trasformare un pensiero in un progetto reale.

Magari il risultato non sarà perfetto, ma il solo fatto di poterci arrivare, oggi, è qualcosa che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile.

Senza l’aiuto degli strumenti di IA, oggi ci sarebbe AskMapper?
Probabilmente no.
Forse sarebbe rimasta solo una delle mie mille idee lasciate lì, a prendere polvere in un cassetto .

Ma attenzione: AskMapper non è il frutto dell’intelligenza artificiale.
Neanche per sogno.
Dietro AskMapper ci sono persone vere, in carne e ossa, che con la loro professionalità, dedizione e competenza sono riuscite a darle forma.

L’IA ha aiutato a orientarmi, a capire da dove iniziare.
Ma a costruirla, passo dopo passo, sono state persone in carne e ossa.

A questo punto, a tutti gli esperti di startup verrà probabilmente un mancamento 😅

Perché sì, lo ammetto: senza alcuna ricerca di mercato, senza interviste ai potenziali utenti, né una vera validazione dell’idea, mi sono semplicemente concentrato sulla realizzazione del prototipo.

In barba a qualsiasi regola sensata del mondo delle startup.
Ma, dopotutto, mi sono detto:
“Se è un problema che ho io, perché mai non dovrebbero averlo anche gli altri?”

Ok, l’idea c’è.
Ma ora serve qualcuno che la realizzi!

E qui entra in scena Giacomo.

A Giacomo non ci sono arrivato subito.
Anche qui, come in tutto il resto, è stato un piccolo percorso fatto di tentativi, contatti e qualche delusione.

Dopo vari giri su diverse piattaforme di freelance, ho scoperto un mondo che non conoscevo: quello in cui puoi “assumere” professionisti con le competenze più disparate, da ogni parte del mondo.

Così, tra contatti andati a vuoto, preventivi incomprensibili e sensazioni negative 😅, sono finalmente approdato sul profilo di Giacomo.

Con lui mi sono sentito subito a mio agio.
Non avendo le competenze per giudicare un programmatore tecnicamente, mi sono semplicemente fidato del mio istinto — e del buon feeling che mi trasmetteva fin dal primo messaggio.

E con il senno di poi, mi è andata bene 😄

Così, dopo aver letto il suo profilo e aver avuto la sensazione che fosse la persona giusta, gli ho scritto:

“Ciao Giacomo, mi chiamo Alessandro e vorrei realizzare un’applicazione per iOS e Android. L’app è complessa, quindi vorrei un preventivo per un MVP. Se sei disponibile, ti fornirò tutti i dettagli per formulare il preventivo.”

Dopo poco mi rispose:

“Ciao Alessandro! Certo, dammi pure tutti i dettagli così posso preparare un preventivo per un MVP.”

Una risposta semplice, professionale, ma con un tono che mi mise subito a mio agio.
Da lì iniziò la nostra collaborazione, e con lei il vero primo passo di AskMapper.

Così, la sera del 16 febbraio 2025, gli inviai il mio messaggio con tutte le funzionalità che avevo in mente:

“Vorrei un preventivo per realizzare l’MVP: un’app geolocalizzata che consente di fare domande e ricevere risposte in tempo reale da chi si trova in una determinata zona…”

A rileggerlo oggi mi viene da sorridere: era un messaggio semplice, diretto, ma in quelle righe c’era già tutto — l’essenza di AskMapper, ancora grezza, ma viva.
Era il momento in cui un’idea diventava finalmente un progetto reale.

E fu così che il 16 febbraio 2025 tutto ebbe inizio.

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